lunedì 27 ottobre 2008

Che senso ha questo blog?

Sinceramente mi sto chiedendo che senso abbia tenere aperto questo blog.
Io non ho molto tempo per inserire post e poi intervengono soltanto due - tre persone che non fanno altro che farsi i "complimenti" tra loro...
Che dite?

Intanto guardatevi il sito del gruppo consigliare "Progetto Comune"...... http://www.progettocomunepolcenigo.it/sito/home.html
Magari è un po' incasinato, ma ci sono tanti spunti di riflessione.

3 commenti:

luciano61 ha detto...

Brava Angela!
Finalmente un po' di sano realismo e di autentico pragmatismo pedemontano!
Se tra quelle due-tre persone (uniche presenze in questo blog un po' silente) c'è anche il sottoscritto foresto e 'folpo', vuol proprio dire che tale genere di blog, autoreferenziale ed ex-santino elettorale, non interessa più di tanto alla gente di Polcenigo e dintorni.
Un consiglio con 2 opzioni:
1) chiudere tutto (e spero che ciò non accada!);
2) connettersi di più con la realtà nazionale e globale (e con gli altri blog) in chiave anche locale (non solo 'localistica' e con le solite beghe di 'gruppetti politici'), cioé in chiave 'glocale'.
E' solo un consiglio, senza alcun intellettualismo o presunzione di verità... quelle le lascio ai futuri candidati a Sindaco per Polcenigo 2009.
Saluti
Luciano Bubbola

luciano61 ha detto...

AUTORE SCONOSCIUTO - SCUOLA PUBBLICA E SCUOLA PRIVATA - I FIGLI DELLA CASTA


"Destra all’attacco ma come non dare ragione? La casta di ’sinistra’ (?) si contraddice. Va in piazza a solidarizzare con gli studenti ma manda i figli nelle scuole private …. Mi sembra giusto pubblicare:

LA FIGLIA DI VELTRONI STUDIA NEGLI STATES, QUELLA DI SANTORO AL COSTOSO “CHATEAUBRIAND” DI ROMA… MELANDRI, RUTELLI, FIORONI, RUSSO, ANNA FINOCCHIARO, NANNI MORETTI: TUTTI ISCRIVONO I FIGLI IN ISTITUTI PRIVATI… GUAI A INFETTARSI COI RAGAZZI DEL POPOLO

Non ne facciamo una questione di polemica tra scuola pubblica e scuola privata. Ognuno è libero di mandare i propri figli a studiare dove crede, avendone la possibilità economica, fermo restando che noi abbiamo studiato in una scuola pubblica e siamo sopravvissuti lo stesso: forse non avevamo la puzza al naso di tanti fighetti di oggi che da buoni figli di papà, si fanno pagare scuola, sport, vacanze, guardaroba e sniffata di coca.
E mai iscriveremmo un figlio a una scuola privata, la pubblica sarà scassata, ma almeno è palestra di vita. E di tutto un giovane oggi ha bisogno, salvo che di vivere sottovetro, meglio sentire profumi ed olezzi, rumori e grida, ricchezza ed emarginazione, un mix che gli permette almeno di “crescere” come uomo o donna.
Che le scuole private sia appannaggio dei ceti medio-alti è cosa risaputa, non a caso la maggioranza dei politici di sinistra canta le lodi della scuola pubblica e anche in questi giorni denuncia che dietro i progetti del Governo, ci sia il tentativo di distruggerla, al fine di favorire la scuola privata.
Peccato che poi, in privato, quegli stessi esponenti di sinistra, quasi di nascosto, mandino i loro figli a studiare in lussuosi ed esclusivi istituti privati, nella più squallida incoerenza comportamentale e ideologica.
Come al solito a essere presi per i fondelli sono gli studenti che pensano di avere dei validi riferimenti e che si ritrovano a essere solo degli strumenti in mano a incoerenti burattinai.
Si va da Veltroni, autore di investimenti immobiliari negli States, che ha mandato la figlia a studiare negli Usa, a Giovanna Melandri che manda la prole all’esclusivo Istituto privato “San Giuseppe”, dall’esponente di Rifondazione Franco Russo che ha iscritto il figlio alla “Roma International School” a Bertinotti, i cui nipoti hanno frequentato a suo tempo un prestigioso asilo romano. Scuola privata catanese per le figlie di Anna Finocchiaro, mentre Francesco Rutelli ha una figlia iscritta al liceo privato Kennedy e l’altra alla prestigiosa San Giuseppe De Merode, scuola con vista su Piazza di Spagna.
L’ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, mentre decantava i pregi della scuola pubblica, mandava però il figlio al Liceo scientifico paritario di Viterbo, il famoso “Cardinal Ragonesi”, diretto dai Fratelli Maristi, una congregazione religiosa fondata due secoli fa in Francia da san Marcellino Champagnat.
Una scuola con computer, sala informatica centrale, laboratorio linguistico multimediale e altri attività accessorie. Rette non propriamente popolari: 340 euro di iscrizione, 900 euro trimestrali, circa 3.000 euro l’anno più le spese didattiche.
Hanno scelto invece la scuola americana Ambrit di Roma, altro istituto esclusivo, i figli di Nanni Moretti e Mario Adinolfi, vecchi contestatori dell’americanismo che però mandano i figli a studiare a “casa America”…
Il massimo lo si raggiunge poi con il difensore per eccellenza della scuola pubblica, colui che sottolinea ogni settimana in Tv il dramma della scuola in Italia e il tentativo delle forze governative di favorire l’insegnamento confessionale o privato che sia.
Parliamo del giornalista Michele Santoro che però la figlia non la manda al liceo vicino a casa, ma all’esclusivo Liceo Chateaubriand, in via di Villa Patrizi.
Si tratta di una école a ciclo completo, dalla materna alle superiori, tre sedi in cui si parla esclusivamente in lingua francese: 1.500 studenti selezionati, tra figli di diplomatici, di politici, di membri della Fao e aristocrazia romana.
Qui “fa rumore non esserci”, come nei salotti buoni della capitale. Qua bisogna anche apparire, rispettare il dress-code dei giovanotti bene.
Costo proletario: eurini 4.074 l’anno, più 1.000 eurini di iscrizione, ogni settimana altri 914 eurini per la mezza pensione per 5 giorni, ogni esame versamento di altri 286 euro.
Altro che le miserie della scuola pubblica, tanto decantata ogni settimana in Tv, è qua la scuola che si ama…"

(dal blog La Sinistra l’Arcobaleno – Fvg , 30 ottobre 2008)

Senza parole...
Luciano Bubbola

sondaggi&sondaggi ha detto...

Ho aperto un blog nel 2005 sugli aspetti della politica locale cordenonense (ma non solo), un altro nel 2007 che riguarda il mio lavoro ed un altro, a quattro mani, nel 2008 sui temi della politica naoniana: il blog richiede tempo, è donare del tempo agli altri per dire le cose che pensiamo e per cercare momenti di condivisione con gli altri. Aprire un blog significa offrire uno spazio pubblico di discussione e gli spazi di discussione andrebbero frequentati, ma mai chiusi. E' faticoso tenere un blog e pare che oggi non siamo più abituati alla fatica. Per cui, se non si fosse capito, non chiudere questo blog, lascialo aperto, ma parlaci di te e di quello che ti accade attorno.